Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, molti studi scientifici hanno dimostrato come dormire in coppia, soprattutto insieme alla persona amata, riduca notevolmente il carico di stress e ansia durante la notte. I livelli di cortisolo (l’ormone alla base dei nostri stati ansiosi e depressivi) si riducono, così come le citochine (molecole che controllano le infiammazioni e che possono portare a malattie cardiovascolari, autoimmuni e depressioni); aumenta invece la produzione di ossitocina, un ormone che protegge il sistema cardiovascolare, riduce il rischio di depressione e mantiene la corretta funzionalità dell’apparato digerente. Questi vantaggi si traducono in una vita di coppia più serena ed equilibrata anche a occhi aperti. Non solo: mantenere un contatto fisico anche minimo con il partner mentre si dorme sembrerebbe rafforzare il legame tra le due persone. A questo proposito gli psicologi hanno indagato sui significati latenti delle posizioni in cui riposiamo in due; le posizioni indice di buona salute del rapporto sono:

  • quella a cucchiaio, col soggetto che abbraccia che riveste il ruolo di pilastro emotivo della coppia;
  • schiena contro schiena, in cui il rapporto è maturo e le due persone sono legate ma indipendenti, poiché tra loro regna la fiducia reciproca;
  • avvinghiati o faccia a faccia, segno di una relazione molto passionale;
  • entrambi supini o uno supino e l’altro rannicchiato accanto, in quanto riposare a pancia in su è segno di tranquillità e rilassatezza e rispecchia la forza e la stabilità del rapporto.

Meno bene in caso di:

  • groviglio, simbolo di una dipendenza poco salutare tra i due;
  • gamba avvinghiata, segnale di dipendenza dal partner, del quale sentiamo di non poter fare a meno;
  • inseguimento, con uno dei due che abbraccia da dietro l’altro perché si sente bisognoso di attenzioni;
  • invasione dello spazio, che tradisce egoismo e il desiderio inconscio di prevalere sul partner;
  • eccessiva distanza, che potrebbe sottintendere un allontanamento di tipo emotivo (il livello di guardia può considerarsi superato oltre i 30 cm).

A ciascuno il suo movimento

Nel sonno è normale muoversi per cercare la posizione migliore. Questa abitudine porta con sé alcuni aspetti negativi: la maggior parte delle volte che ci muoviamo (circa il 70%) possiamo involontariamente causare il movimento di chi ci dorme accanto e viceversa; in questa sorta di reazione a catena il sonno profondo diminuisce del 20%. Tendenzialmente è l’uomo a muoversi di più, ma questo sembrerebbe non infastidire troppo le compagne: le donne che dormono in coppia, infatti, hanno un sonno più tranquillo; ad agitarle, piuttosto, è l’assenza del partner nel letto, motivo per cui preferiscono andare a dormire alla stessa ora.

Quali sono i fattori che determinano il movimento?

  • Sonni agitati e apnee notturne. Avere gli incubi e momenti in cui non si respira sono esempi di esperienze stressanti di fronte alle quali anche il semplice fatto di sapere che c’è una persona accanto pronta a venire in nostro aiuto può darci un senso di sicurezza e protezione. Se però i problemi derivanti da questi disturbi sono notevoli (per esempio uno dei due scalcia nel sonno o vive momenti di insonnia frequenti e prolungati) e compromettono il benessere dell’altro è opportuno valutare la possibilità di dormire separati.
  • Scomodità e cattiva termoregolazione. Entrambe dipendono innanzitutto dal supporto su cui riposiamo; diventa allora fondamentale scegliere un materasso che garantisca livelli ottimali di traspirazione, temperatura stabile e sostegno adeguato e differenziato  a seconda della zona del corpo e del peso della persona da accogliere.
 

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