Il sonno è parte integrante della nostra esistenza: passiamo sotto le coperte circa un terzo della nostra vita. È un momento di pausa necessario al nostro cervello per rigenerarsi e mantenere la corretta funzionalità di molti processi psicofisici. Dormire ci fa sentire riposati, ma oltre a questo beneficio immediato influisce sul nostro buonumore, riduce la nostra irritabilità, ci mantiene lucidi e interessati, mantiene attivi tutti i nostri sensi. Secondo alcuni studi scientifici, ci aiuterebbe persino a evitare malanni stagionali come il raffreddore, perché riposare bene incide positivamente sul nostro sistema immunitario. Nel sonno i ritmi biologici rallentano: in questo modo il corpo può ricaricarsi delle energie spese durante la giornata mentre l’attività cerebrale si riduce al minimo ed è concentrata nel rielaborare le esperienze vissute.
Tutto ciò avviene quasi senza che ce ne rendiamo conto; scopriamo allora cosa accade esattamente a corpo e mente quando chiudiamo gli occhi.

Le fasi del sonno: dormire bene è un ciclo virtuoso

Nel corso della notte il sonno non è sempre uguale, al contrario segue dei cicli composti da fasi con specifiche funzioni che si ripetono più volte dall’addormentamento al risveglio:

  • la fase non REM, durante la quale il corpo produce in grande quantità l’ormone della crescita, a tutto vantaggio del nostro benessere fisico;
  • la fase REM, in cui l’afflusso di sangue al cervello aumenta, fenomeno che migliora il nostro benessere psichico.

Entrambe sono quindi importanti, ma hanno durate e impatti molto differenti: la fase non REM racchiude quattro stadi (fase di addormentamento, sonno leggero, sonno profondo e sonno profondo effettivo) che portano all’abbassamento dei livelli di coscienza, a una riduzione al minimo dell’attività cerebrale e a un progressivo rilassamento muscolare, mentre nella fase REM facciamo i sogni più intensi; il cervello è al massimo della sua attività, consuma quantità di glucosio e ossigeno pari a quando siamo svegli, gli occhi al di sotto delle palpebre chiuse si spostano velocemente (REM è l’abbreviazione di rapid eye movement, cioè rapidi movimenti dell’occhio) mentre la distensione muscolare è tale che per brevi periodi di tempo gambe e muscoli sono praticamente paralizzati; questo contrasto tra vivacità della mente e staticità del corpo è il motivo per cui quello della fase REM è detto sonno paradosso. La fase REM tende a ridursi nel corso della vita a favore della fase non REM, passando dal 50% del sonno totale nei neonati al 15% (15 minuti al massimo) nelle persone adulte.

L’effetto del sonno sulla memoria

Il legame tra sonno e capacità cognitive è molto stretto. È grazie infatti al tempo che passiamo a occhi chiusi che il nostro cervello elimina le scorie della giornata e si concentra nel consolidare ricordi e conoscenze, aggiornandoli costantemente grazie agli stimoli ricevuti durante la veglia. Di giorno, infatti, le esperienze che facciamo accrescono i contatti tra i nostri neuroni (sinapsi) per quantità e volume; se questa crescita fosse continua il nostro cervello presto sarebbe saturo e non potrebbe più immagazzinare ulteriori informazioni. È proprio qui che il sonno interviene con un processo di rinormalizzazione: elimina le sinapsi legate a ricordi meno importanti per fare spazio a nuovi collegamenti che potranno crearsi il giorno successivo. In questo processo le sinapsi diventano più sottili del 20%, ma da test condotti sui topi si è osservato che le sinapsi più grandi non vengono coinvolte, poiché collegate a ricordi e informazioni più stabili nel nostro cervello.

Riposare permette inoltre a specifiche aree del nostro cervello di lavorare meglio:

  • la corteccia prefrontale, che regola memoria, logica e ragionamento;
  • il lobo temporale, coinvolto nell’elaborazione linguistica e nell’apprendimento.

Se è vero che trascorriamo un terzo della nostra vita dormendo, è vero anche che passiamo almeno sei anni sognando. Il sogno può sembrare un semplice momento di evasione, eppure svolge una funzione importante: mentre siamo in questa particolare condizione la nostra mente confronta i fatti del passato con le nuove esperienze, aggiornando costantemente la nostra memoria e sviluppando il nostro cervello. Il materiale più ricco lo troviamo nella fase REM, durante la quale facciamo sogni più articolati; le potenzialità di questa fase del sonno sono confermate anche da uno studio francese, che ha dimostrato come proprio nella fase REM (e in misura minore anche nella fase non REM di sonno leggero) il cervello sia potenzialmente in grado di apprendere nuovi concetti.

 

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